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Videoforum: Pmi, un regime di cassa ampio. Con ricavi ingenti è opportuna la contabilità ordinaria

Videoforum: Pmi, un regime di cassa ampio. Con ricavi ingenti è opportuna la contabilità ordinaria

Di fatto, come emerso nel corso del Videoforum di ItaliaOggi sulla legge di Bilancio e le altre novità fiscali 2017, dal 1° gennaio scorso si è passati da una contabilità per le imprese minori con l’applicazione della cosiddetta «competenza» a un principio di «cassa» o ancor meglio «misto», giacché si tiene conto degli incassi e dei pagamenti per i componenti della gestione corrente delle imprese (ricavi e costi), ma anche di alcuni oneri come il costo del personale, gli ammortamenti, le spese di manutenzione e riparazione non sostenuti effettivamente ma di competenza del periodo d’imposta.
Il regime anzidetto, pertanto, sostituisce il ben più noto regime «semplificato», con la sola possibilità di scegliere, in alternativa, essendo il regime di cassa un regime «naturale» (quindi automatico), e mediante apposita opzione, il regime di contabilità ordinaria che, oltre all’obbligo di tenuta di ulteriori registri (libro giornale e libro inventari), tiene conto anche della movimentazione finanziaria. Quindi, i contribuenti che hanno percepito, nel corso dell’ultimo anno ricavi inferiori a determinati tetti (euro 400 mila per prestazioni di servizi ed euro 700 mila per le altre attività), entrano d’obbligo («regime naturale») nel regime semplificato di «cassa», ai sensi del novellato art. 18, dpr 600/1973, in luogo del regime «semplificato»; il detto regime non si applica ai produttori agricoli, che tassano sulla base dei valori catastali, di cui all’art. 32 del Tuir e ai soggetti che applicano ulteriori regimi (minimi, forfetari e quant’altro).
L’ingresso presuppone, nel primo anno di applicazione, l’azzeramento delle rimanenze iniziali, quindi, essendo il 2017 il primo periodo in cui entrano in vigore le nuove disposizioni, le esistenze finali dell’anno precedente (31 dicembre 2016) vengono «spesate» nel conto economico nel 2017.
Per esempio, se nel 2016 ho rimanenze finali per 300 mila euro e nel 2017 realizzo un uti- le di euro 50 mila, di fatto per- do le rimanenze e concretizzo una perdita (2017) pari a euro 250.000 (differenza tra +50 mila e -300.000); naturalmente, nel rispetto delle norme del codice civile, si ritiene necessario rilevare alla fine di ogni anno (31 dicembre) le rimanenze finali, elaborando un dettaglio analitico delle stesse, al fine di evitare, in caso di decozione dell’impresa e assoggettamento a procedure concorsuali, l’imputazione in reati di bancarotta.
Il contribuente, inoltre, deve valutare l’eventuale passaggio in contabilità ordinaria, ma tale passaggio risulta sicuramente consigliabile in presenza di ricavi di una certa entità e in presenza di contribuenti organizzati, dal punto di vista della tenuta della contabilità, con la necessità di instaurare i libri e registri obbligatori, tenendo conto che l’opzione ha effetto dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale è esercitata e fino a quando non è revocata e, in ogni caso, per almeno tre anni, per le disposizioni contenute nell’art. 18, del dpr 600/1973, dovendo riportare, sul libro degli inventari o in apposito prospetto, la situazione iniziale dei conti al 1° gennaio (art. 1, dpr 126/2003).
Come prescritto dall’art. 18, del dpr 600/1973, per il contribuente è possibile, alternativa- mente, tenere il registro incassi e pagamenti oltre a quelli richiesti ai fini Iva (comma 2), tenere i registri Iva con indicazione dei mancati incassi e pagamenti (comma 4) o mediante opzione, tenere solo i registri obbligatori ai fini Iva, applicando la presunzione (relativa) di incasso e pagamento (comma 5). Se il cliente decide di pre- diligere il sistema dei registri integrati (comma 4), si rende necessario registrare le fatture emesse e quelle di acquisto ai fini Iva, come è avvenuto fino ad adesso con la contabilità te- nuta per competenza (entro il termine di 15 giorni per quelle emesse) nel momento in cui si vuole esercitare la detrazione per quelle di acquisto, oltre agli altri costi fuori campo Iva e, a fine anno, si annota esclusiva- mente il dettaglio delle fatture (già registrate ai fini Iva) per le quali non è avvenuto il pagamento o la riscossione.
La conseguenza, in tal caso, è che non risulta necessario monitorare per l’intero anno tutti gli incassi e pagamenti, in quanto l’imputazione nel quadro «RG» del modello «RED- DITI 2017» avverrà per mera differenza, scomputando dal totale dei registri Iva le fatture non incassate e/o pagate.
Infine, con particolare riferimento alla determinazione del valore della produzione (Irap) i soggetti che restano nel regime semplificato, utilizzano le medesime modalità applicate per il regime di cassa (fiscale), mentre i soggetti che passano in contabilità ordinaria hanno la possibilità optare, con vincolo triennale, per la determinazione con il metodo di derivazione da bilancio.

30 gennaio 2017

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