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Un club per i minibond

Un club per i minibond

Si potrebbero insomma moltiplicare casi simili a quello del colosso assicurativo statunitense Prudential, che in poco più di un anno ha sottoscritto in private placement le obbligazioni emesse da tra aziende italiane di medie o piccole dimensioni: 20 milioni a Epta, gruppo leader internazionale nel settore della refrigerazione per la grande distribuzione; 30 milioni a Carco, specializzata nella produzione e distribuzione di guarnizioni industriale in elastomero per la tenuta dei fluidi; 30 milioni ad Ama, specializzata nella produzione di componentistica per il settore dei macchinari agricoli. D’altra parte, per attrarre questo tipo di investitori ci vuole più trasparenza. In termini di prezzi, sebbene la liquidità sull’ExtraMot Pro sia ancora un miraggio, la liquidabilità dei bond è invece un fatto e i valori di riferimento sono significativi, perché possono rappresentare: la media ponderata dei contratti conclusi nella fase di negoziazione continua; la media delle migliori proposte in acquisto e in vendita presenti sui book (in assenza di transazione); la sola media dei bid (in assenza di prezzi in vendita); il prezzo di riferimento del giorno prima. Inoltre presto sarà anche possibile inserire una richiesta di prezzo per quotazione personalizzata. Pietro Poletto, responsabile dei mercati obbligazionari del London Stock Exchange, ha spiegato a Milano Finanza che “ nei prossimi mesi verrà introdotta anche sulle varie piattaforme obbligazionarie di Borsa, e quindi anche su ExtraMot Pro, la possibilità per un investitore professionale di richiedere un prezzo al market maker per una certa quantità, evitando cos’ che questo tipo di transazioni avvenga otc. Il tutto quindi per far passare il maggior numero di transazioni sui sistemi di Borsa Italiana e rendere più trasparente il mercato”. Sempre in tema di transazioni Poletto ha precisato che “la dimensione dell’emissione ovviamente influenza la liquidità, ma il mercato è in grado di rendere l’investimento liquidabile. La liquidabilità aumenta di pari passo con l’ammontare emesso del bond. Così per i titoli quotati su ExtraMot Pro con un outstanding sino a 30 milioni, oggi (venerdì 15 aprile, ndr) a metà sessione c’era solo un 15% con un book attivo, ma per i titoli con ammontare superiore ai 30 milioni ben il 65% aveva un book attivo, percentuale che sale al 75% per le emissioni oltre i 100 milioni. Quanto alla trasparenza relativa agli emittenti, invece, c’è ancora parecchio da fare. Soltanto il 20% delle emissioni è dotato di un rating, sempre secondo il Barometro di Epic sim e minibonditaly.it, e si tratta di giudizi emessi da agenzie italiane, cioè Cerved o Crif, che a livello internazionale sono poco conosciute, tanto che molti investitori internazionali non le contemplano all’interno dei regolamenti dei loro fondi, che quindi, anche volendo, non potrebbero acquistare quei bond. Difficile però che le grandi agenzie entrino su questo mercato, perché nel loro caso il procedimento di rating presenta costi molto altri rispetto al valore delle emissioni, rendendo il tutto diseconomico. “ E’ proprio per venire incontro alle esigenze degli investitori internazionali e rendere il mercato più trasparente che nei giorni scorsi abbiano siglato l’accordo con Classis sim, che ci porterà a pubblicare entro fine mese sul sito di ExtraMot Pro Link i rating equivalenti di tutti gli emittenti di minibond calcolati utilizzando Classis Pmi ZIScore” ha detto ancora Poletto. Si tratta di un nuovo modello di analisi del rischio specifico per il mercato italiano delle Pmi, sviluppato da Edward I. Altman (docente della Stern School of Business della New York University e socio di Classis sim) che è anche l’inventore del più noto Z-Score, che misura la probabilità di fallimento delle aziende (quotate e non) e che attualmente è utilizzato da tutti gli operatori del settore per l’analisi del rischio dei bond High Yield. Poletto ha anticipato che “ il Classis Pmi ZI-Score sarà pubblicato nella sezione del sito riservata ai partner di ExtraMot Pro che avranno a disposizione l’accesso alla documentazione completa relativa a ogni minibond, oltre che gli advisor e agli studi legali che li hanno strutturati. L’idea è creare una community internazionale di attori interessati a questo mercato e farla crescere grazie allo scambio di informazioni e alla maggiore trasparenza” lo score di Altman sarà pubblicato a breve in relazione ai dati 2014, dopodiché via via che saranno pubblicati i dati 2015, verrà aggiornato. In ogni caso, a livello aggregato, già si sa che la maggior parte degli emittenti di minibond quotati sull’ExtraMot Pro di Borsa Italiana ha una probabilità di default che corrisponde a quella di un rating BB (19%) e B (32%), ma è ben rappresentata anche la classe dei rating BBB (25%).

13 aprile 2016

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