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Spesometro mensile, a partire dal giorno 5 del mese successivo

Spesometro mensile, a partire dal giorno 5 del mese successivo

Dal 2019, i dati in fattura per acquisti e cessioni verso soggetti esteri non dotati di codice univoco o di Pec (posta elettronica certificata) dovranno essere comunicati entro il giorno 5 del mese successivo.


Questo è quanto emerge dalla Legge di bilancio 2018, in relazione alle disposizioni di contrasto all'evasione, con riferimento a quelle che introducono, dal 2019, l'obbligo della fatturazione elettronica. L’inserimento di questo strumento dà il via allo “spesometro” mensile.


Al d.lgs. 127/2015, si aggiunge il nuovo comma 3-bis indicante che: “i soggetti passivi cedenti o prestatori ovvero i soggetti passivi cessionari o committenti, stabiliti nel territorio dello Stato, trasmettono telematicamente all'Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni, che non hanno formato oggetto di formalità doganali, rispettivamente, effettuate nei confronti di, ovvero effettuate da controparti non stabilite nel territorio dello Stato, salvo che per tali operazioni siano state emesse o ricevute fatture elettroniche”.


Le imprese, dunque, sono tenute ad effettuare la trasmissione telematica entro il giorno 5 del mese successivo a quello dell'emissione, ovvero della ricezione, della relativa fattura. Si evince che le imprese italiane che acquistano o cedono beni verso un soggetto estero hanno l’obbligo di effettuare la dovuta comunicazione all’Agenzia delle Entrate circa i dati delle operazioni attive e/o passive entro il quinto giorno del mese successivo a quello di emissione della fattura attiva o passiva


In caso di omissione della trasmissione dei dati delle fatture, ovvero della trasmissione di dati incompleti o errati, è prevista una sanzione ('articolo 11, comma 2-bis, d.lgs. 471/1997). Tale sanzione prevede, appunto, che per l'omissione o l'errata comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, prevista dall'articolo 21, dl 78/2010, si applica la sanzione amministrativa di 2 euro per ciascuna fattura, comunque entro il limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre. Può essere effettuata una riduzione della metà della sanzione se la trasmissione dei dati viene compiuta entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita, con disapplicazione dell'articolo 12, del d.lgs. 472/1997.


A questo punto, sorge il contrasto con quanto dichiarato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ruffini, di voler limitare l'adempimento a un invio annuale, trasformando, attraverso tali operazioni, lo “spesometro” in un adempimento mensile.

23 ottobre 2017

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