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Patent Box: aumenta il numero di adempimenti per chi esercita l’opzione

Patent Box: aumenta il numero di adempimenti per chi esercita l’opzione

Il decreto 28 novembre 2017, ha introdotto delle novità in merito al Patent Box ovvero il regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall'utilizzo di immobilizzazioni immateriali. Le imprese che hanno presentato domanda di Patent Box per i marchi, dovranno far fronte a nuovi adempimenti. In dichiarazione dei redditi, oltre all’indicazione dei dati sui beni immateriali e sul reddito agevolabile, sarà necessario fornire indicazioni in relazione alla residenza fiscale delle società controllanti e di quelle correlate.
La modifica è stata resa necessaria a seguito dell'art. 56 del dl n. 50/2017, convertito nella legge 21 giugno 2017, n. 96, che ha eliminato i marchi d'impresa dai beni immateriali agevolabili apportando una limitazione dell'ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione.
Il nuovo decreto conferma l'esclusione dei marchi d'impresa dall'ambito oggettivo di applicazione del beneficio, con riferimento alle opzioni esercitate dopo il 31 dicembre 2016, inoltre, restano valide per cinque anni, ma non oltre il 30 giugno 2021, le opzioni sui marchi d'impresa esercitate in precedenza.
A decorrere dall'esercizio in corso, per la dichiarazione dei redditi 2017, l'opzione di Patent box deve essere comunicata in dichiarazione dei redditi. L'opzione deve contenere l'indicazione del numero dei beni, la loro classificazione nelle tipologie previste dalla norma e l'ammontare del reddito agevolabile per ciascuna delle tipologie.
Per quanto concerne i marchi, per ciascun periodo di imposta in cui è valida l’opzione di Patent box, a partire dal 2017, ogni soggetto contribuente è tenuto a indicare, nella dichiarazione dei redditi, gli elementi relativi alle immobilizzazioni immateriali e i paesi esteri in cui sono residenti fiscalmente le società controllanti. Devono essere segnalate anche le società correlate, cioè quelle che detengono una partecipazione oltre il 20% e dalle quali il soggetto dichiarante ha recepito un compenso per l’uso del marchio oggetto di opzione.
Il decreto 28 novembre 2017 rivisita la definizione di know-how spiegandola come «processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili».

13 dicembre 2017

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