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L’OCRI nel nuovo Codice della Crisi: il nodo gordiano tra la libertà d’impresa e gli interessi dei creditori

L’OCRI nel nuovo Codice della Crisi: il nodo gordiano tra la libertà d’impresa e gli interessi dei creditori

L’OCRI nel nuovo Codice della Crisi: il nodo gordiano tra la libertà d’impresa e gli interessi dei creditori
 
Il nuovo Codice della Crisi recepisce la raccomandazione comunitaria n. 2014/135/UE ed individua, tra l’altro, l’obiettivo di far emergere con tempestività l’eventuale crisi dell’impresa, per identificare il miglior percorso di soluzione della medesima.
A tal fine, il nuovo impianto normativo prevede, all’art. 15 e ss. CCII (Codice della Crisi), gli strumenti di allerta, i quali attiveranno un procedimento di composizione assistita della crisi dinanzi all’OCRI, ossia l’organismo di composizione della crisi d’impresa.
Tale organismo, ai sensi dell’art. 16 e ss. CCII, verrà costituito presso ciascuna camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) e si occuperà, mediante il referente, individuato nel segretario generale della CCIAA o un suo delegato, di comunicare l’eventuale segnalazione dell’impresa in crisi agli organi di controllo della società (collegio sindacale, società di revisione o revisore unico) ed al collegio di tre esperti che verranno designati rispettivamente dal presidente della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale, dal presidente della CCIAA ed infine un membro verrà designato dall’associazione di rappresentanza del settore di riferimento del debitore.
Si potrà accedere alla procedura dinanzi all’OCRI mediante tre differenti percorsi: l’imprenditore in crisi propone istanza all’organismo; l’organo di controllo, dopo aver avvisato l’imprenditore ed averne valutato l’inerzia, effettua la segnalazione o infine la segnalazione viene effettuata da un creditore pubblico qualificato (Agenzia delle Entrate, INPS, Ente riscossore), nel caso in cui il debito verso l’ente superi i parametri definiti dall’art. 15 CCII.
Il procedimento di composizione assistita nasce a seguito dell’audizione del debitore previsto dall’art. 18 CCII, che prevede la convocazione dinanzi all’OCRI entro quindici giorni dalla ricezione della segnalazione o dell’istanza del debitore stesso, e precede l’individuazione delle possibili misure per porre rimedio allo stato di crisi, fissando un termine di tre mesi, prorogabile fino ad un massimo di ulteriori tre mesi, entro il quale l’imprenditore dovrà dimostrare che le trattative in corso con i creditori possono potenzialmente risolvere lo stato di crisi. Se non si addivenisse ad una soluzione concordata della crisi, il collegio dell’OCRI inviterà il debitore ad accedere, entro trenta giorni, ad una procedura prevista dal Codice della Crisi.
L’atteggiamento proattivo dell’imprenditore verrà premiato attraverso misure protettive e misure premiali di ordine civilistico e penalistico.
Riguardo alle prime, l’art. 20 CCII, stabilisce che l’imprenditore può richiedere misure protettive sul patrimonio aziendale alla sezione specializzata in materia di imprese, oltre al differimento degli obblighi normativi relativi alla perdita del capitale sociale di oltre un terzo o sotto la soglia minima prevista dal codice, oltre alla non operatività della causa di scioglimento.
In merito alle misure premili, stabilite dall’art. 25 CCII, sono previste agevolazioni relative a interessi e sanzioni su debiti tributari, oltre ad attenuanti dei reati “fallimentari” se il danno cagionato è di speciale tenuità o quando il valore dell’attivo inventariato o offerto ai creditori assicura il soddisfacimento di almeno un quinto dell’ammontare dei debiti chirografari e, comunque, il danno complessivo cagionato non supera l’importo di due milioni di euro.
Si può quindi concludere che la ratio dei sistemi di allerta pone al primo posto la tempestività dell’emersione della crisi, al fine di tutelare adeguatamente i creditori, sia pubblici sia privati, al fine di non disperdere il patrimonio aziendale a vantaggio della continuità dell’impresa e della par condicio creditorum.
Occorre tuttavia evidenziare alcune scelte normative che fanno propendere per una soluzione alla crisi “privata” gestita in maniera “pubblica”. Tale asserzione trova riscontro, in primis, nell’innalzamento dei parametri di nomina dell’organo di controllo (unici soggetti privati tenuti alla segnalazione all’OCRI), rispetto a quanto la normativa avrebbe dovuto prevedere inizialmente, oltre alla attuale previsione dell’art. 6, comma 3 CCII, che stabilisce la non prededucibilità dei crediti professionali per prestazioni rese su incarico conferito dal debitore durante le procedure di allerta e composizione assistita della crisi a soggetti diversi dall’OCRI.
Dott. Gianpiero De Martinis

DOTT. GIANPIERO DE MARTINIS

02 aprile 2020

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