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La pace fiscale in "pillole" e in numeri

La pace fiscale in "pillole" e in numeri

La pace fiscale in
 
La pace fiscale guarda a 50 miliardi di euro di potenziale recupero (cioè di ruoli aggredibili).
Questo è, dunque, l’orizzonte su cui effettuare proiezioni di gettito per quella che è considerata una voce di entrate per riforme come la stessa flat tax o il reddito di cittadinanza.
Infatti, per usare le stesse parole del Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervenuto durante lo scorso question time alla Camera dei Deputati, «In merito alla situazione del magazzino ruoli da riscuotere affidati all’Agenzia delle entrate riscossione, si segnala che il valore contabile residuo dei crediti è molto alto e pari quasi a 800 miliardi ma si stima che l’ammontare su cui effettivamente si possa tentare il recupero sia assai più limitato, pari a circa 50 miliardi».
Il perimetro di operabilità della pace fiscale era stato tracciato il 4 luglio dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini presentando i dati aggiornati del magazzino dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Partendo da una situazione complessiva di € 871 mld di crediti insoluti si arriva a una cifra di potenziale base aggredibile di circa € 80 mld, di questi però € 34 mld circa sono bloccati per norme di tutela del contribuente, per cui si hanno circa € 50, 3 mld di possibile recupero.
Il grosso, € 360 mld, è infatti un importo difficilmente recuperabile per decesso del debitore o fallimento dell’impresa.
Ma come funzionerà la pace fiscale?
Si dovrebbe trattare di un saldo e stralcio omnibus, su tutte le voci delle cartelle di pagamento, con tre diverse percentuali di regolarizzazione: 25% riguarderà la più ampia platea di contribuenti, la seconda il 10% e l’ultima il 6%. Le percentuali si abbassano di fronte alle difficoltà che presenterà il contribuente
Il Ministro ha poi ricordato che: «Il nuovo sistema fiscale deve introdurre un nuovo rapporto con il contribuente» che «non significa fare condoni», ma avere «un Fisco amico che favorisca l’estinzione dei debiti».
Da ultimo, ma non per importanza, interrogato sul rispetto del limite del 3% nel rapporto deficit /pil, Tria ha rassicurato: «Non si supera il 3% del pil».

13 agosto 2018

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