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Il Credito d'imposta per Investimenti in Beni Strumentali

Il Credito d'imposta per Investimenti in Beni Strumentali

Il Credito d'imposta per Investimenti in Beni Strumentali

La recente circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9 in merito al Credito di imposta per investimenti in Beni Strumentali fornisce alcuni interessanti spunti di riflessione validi nell’ambito agricolo.

Lo scorso 23 luglio, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 9/E in materia di credito di imposta per investimenti in Beni Strumentali nuovi, con specifico riferimento alla Legge 178/2020, art. 1, cc. 1051-1063. La circolare comincia con una breve premessa utile a chiarire le differenze tra la Legge 160/2019, la Legge 178/2020 e la normativa precedente, rispetto all’ambito soggettivo ed oggettivo dell’agevolazione, più propriamente le seguenti:

  • sotto il profilo soggettivo, la Legge 160/2019 prevede l’esclusione delle imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o sottoposte ad altra procedura concorsuale di cui alla legge fallimentare o al codice della crisi di impresa o ad altre leggi speciali nonché delle imprese destinatarie di sanzioni interdittive, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (comma 186);
  • sotto il profilo oggettivo, la Legge 160/2019 prevede l’esclusione dei beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti (comma 187);
  • ancora, la Legge 160/2019 prevede la rideterminazione delle soglie massime di investimenti agevolabili (commi 188, 189 e 190). La legge 178/2020 ha successivamente previsto la maggiorazione della misura del credito d’imposta applicabile in funzione della tipologia degli investimenti e del periodo di effettuazione;
  • la legge 160/2019 esclude il vincolo di subordinazione dell’investimento in un bene incluso nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 all’acquisizione di un bene strumentale indicato nell’allegato A annesso alla legge n. 232 del 2016 (di seguito, per brevità, anche “bene materiale 4.0”); successivamente, l’ambito oggettivo dell’agevolazione è stato esteso anche ai beni immateriali diversi da quelli di cui al citato allegato B;
  • nella Legge 160/2019 sono state modificate alcune condizioni di fruizione del credito d’imposta spettante, subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori (comma 186, ultimo capoverso);
  • nella Legge 160/2019 vengono riformulate le disposizioni relative alla recapture del beneficio in caso di disinvestimento dei beni agevolati (comma 193);
  • vengono previsti infine alcuni oneri documentali in capo ai soggetti beneficiari, quali la richiesta di indicazione nelle fatture e negli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati del riferimento alla normativa agevolativa, la richiesta di una perizia semplice (in luogo della perizia giurata, la Legge 178/2020 richiederà invece la perizia asseverata) per gli investimenti in beni di cui ai richiamati allegati A e B annessi alla legge n. 232 del 2016, nonché, relativamente a tali investimenti, l’invio di una comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico funzionale all’acquisizione delle informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative (comma 191).

La circolare è utile non solo per la valutazione degli investimenti già effettuati a valere sulla precedente normativa (anno 2020, con coda al 30 giugno 2021) ma anche per gli investimenti da programmare sul prossimo biennio. Ad oggi, infatti, è possibile ottenere un credito di imposta per gli investimenti effettuati per l’acquisto di beni materiali ed immateriali nuovi fino al 31 dicembre 2022 (con coda al 30 giugno 2023).

Di seguito si riporta uno schema riepilogativo dell’attuale disciplina prevista dalla Legge 178/2020.

La Circolare 9 è interessante per il settore agricolo per alcuni aspetti peculiari che sono approfonditi di seguito:

Par. 1, quesito 1.1 – Reti di imprese
L’Agenzia delle Entrate specifica giustamente che sotto il profilo soggettivo il credito di imposta è riservato alle imprese residenti nel territorio dello Stato – incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti – le quali, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, effettuano investimenti alle condizioni stabilite dai commi 1054, 1055, 1056, 1057 e 1058, in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili. Sono ricompresi nel novero delle imprese beneficiarie gli enti non commerciali, con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata, le imprese agricole che determinano il reddito agrario ai sensi dell’articolo 32 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonché le reti di imprese, sia reti-soggetto che reti-contratto.

Punto 5, quesito 5.6 – Utilizzo del credito d’imposta da parte di un soggetto diverso da quello che lo ha maturato
Nel merito del trasferimento del credito d’imposta delle società trasparenti ai soci (come le società di persone) l’Agenzia delle Entrate specifica che l’attribuzione del credito ai soci va effettuata in proporzione alle quote di partecipazione agli utili. L’attribuzione deve risultare dalla dichiarazione dei redditi della socieà di persone, il quale dà evidenza formale della ripartizione, indicando nel quadro RU del modello di dichiarazione relativo al periodo di imposta nel corso del quale il credito è maturato (i.e., il periodo di imposta in cui sono stati realizzati gli investimenti agevolati) l’ammontare spettante, quello eventualmente già utilizzato e quello residuo da riportare nella successiva dichiarazione, al netto dell’ammontare che si intende attribuire ai propri soci, anch’esso da indicare in apposito rigo. I soci, a loro volta, acquisiscono nella propria dichiarazione la quota di credito ad essi assegnata, al fine di utilizzarla in compensazione. Infine, si fa presente che, in forza del comma 1059 della legge di bilancio 2021, l’utilizzo del credito d’imposta è consentito non a decorrere dalla maturazione del beneficio (i.e., effettuazione dell’investimento eleggibile), ma a decorrere dall’entrata in funzione del bene che dà diritto all’agevolazione o dall’interconnessione dello stesso. Chiaramente l’utilizzo da parte del socio o del collaboratore della propria quota di credito d’imposta è subordinato alla fruibilità del credito medesimo da parte della società di persone, ossia all’entrata in funzione o all’interconnessione del bene agevolato. (riproduzione riservata)

Albino Vitola

03 novembre 2021

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