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Estensione dei Pir alle società di real estate. Riavvio per il mercato immobiliare.

Estensione dei Pir alle società di real estate. Riavvio per il mercato immobiliare.

Buone notizie per il settore immobiliare. La novità del Ddl di bilancio sull’estensione dei Pir (Piani Individuali Risparmio) alle società di real estate sarà vitale per il riavvio del settore. L'annuncio ha fatto scattare tutti i titoli del comparto a Piazza Affari.
Questo apporto di risorse si inserisce in un momento molto positivo per il mercato immobiliare italiano. L’ammontare di investimenti raccolti lasciano lontana la crisi, stimando una chiusura per l’anno 2017 (con volumi superiori ai 9 miliardi di euro), in netto rialzo rispetto qualche anno fa (5 miliardi).
Il presidente di Assoimmobiliare, Silvia Rovere, sostiene che tale innovazione sarà di forte aiuto alla liquidità del settore quotato e che, se la ratio dei Pir è quella di trasferire risparmio privato a sostegno dello sviluppo economico del Paese, è importante, allora, comprendere il contributo offerto dalle imprese del real estate in tali termini. La richiesta dell’estensione del Pir senza esclusioni e limitazioni alle immobiliari nasce dalla legge 232 del 2016 che richiama l’art. 87 del T.U. delle imposte sui redditi che escludeva le società immobiliari che avessero come attivo immobili in locazione.
Secondo il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, nell’ipotesi di investimento dei Pir nel settore immobiliare, si stima una raccolta tra i 500 e gli 800 milioni di euro già dal primo anno. Negli anni successivi, in vista di un rialzo del mercato, la raccolta potrebbe migliorare fino a raddoppiare le cifre. Da esaminare, ancora, la possibile sinergia tra Pir e Fondi immobiliari.
La novità sarà di aiuto, soprattutto, ad un settore immobiliare quotato che mostra delle criticità. In effetti, il mercato delle Siiq (società di investimento immobiliare quotato) si è fermato dopo la quotazione di Coima Res, circa un anno e mezzo fa. Un’altra ricaduta positiva è quella sui fondi immobiliari che investono parte dei capitali raccolti in società del settore. In particolar modo, il tema coinvolge quei fondi immobiliari quotati destinati ai risparmiatori e che temono l’avvicinarsi delle scadenze per la presenza di immobili in portafoglio ancora da liquidare, ma con un appeal scarso per il mercato.
Il Pir potrebbe aiutare a far ripartire un settore che vale il 18% del Pil. Ancora secondo Mario Breglia, il vantaggio di questa soluzione è la pianificazione di un investimento nel medio termine, per 5 anni. Il piano di risparmio a lungo termine, infatti, si determina con la destinazione di un importo non superiore ai 30mila euro per anno solare, entro un limite complessivo di 150mila euro.

25 ottobre 2017

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