Superanagrafe e Agenzia delle Entrate contro l’evasione

06 maggio 2019

Gli sforzi sostenuti negli ultimi anni dall’Agenzia delle Entrate per arginare le condotte evasive hanno recentemente iniziato a dare i frutti sperati. Grazie ai controlli effettuati dall’Amministrazione finanziaria, inaspritisi sempre più con l’aumentare della necessità di risanare le casse statali, l’Italia è riuscita nel 2018 a recuperare oltre 16 miliardi di euro[1].

Attualmente, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore, con l’obiettivo di ridurre il tax gap presente nel Paese, ha individuato nella cd. Superanagrafe un valido strumento in grado di censurare la condotta dei cittadini che, inosservanti dei principi della Carta Costituzionale e del dovere di concorrere alle spese pubbliche, recano un pregiudizio alle casse dello Stato.

Trattasi di “un’arma finale” contro l’evasione di cui già Monti aveva auspicato l’adozione con il Decreto salva-Italia e che ha ora ricevuto un definitivo via libera da parte del Garante della Privacy che, con Provvedimento n. 84 del 4 aprile 2019[2], ha espresso parere positivo per la sperimentazione di un sistema fondato su modelli predittivi del rischio di evasione.

In particolare, l’Amministrazione finanziaria potrà trattare i dati personali dei risparmiatori italiani per monitorare i saldi a inizio e fine anno, la somma degli addebiti e degli accrediti e la giacenza media al fine di individuare i contribuenti persone fisiche che dichiarano una ricchezza diversa da quella effettiva[3].

La selezione dei contribuenti che saranno soggetti all’accertamento dell’Agenzia non sarà arbitraria bensì fondata su un’analisi incrociata della disponibilità del singolo risultante dai dati posseduti dall’Amministrazione e dalla Guardia di finanza e delle fonti di entrata ed uscita allo stesso riconducibili[4], tenendo in considerazione gli ulteriori dati che verranno resi noti grazie alla collaborazione con le Amministrazioni finanziarie estere.

La prima fase di implementazione della c.d. Superanagrafe ha già preso avvio, facendo emergere ben 1.200 posizioni a rischio di evasione. Tale scrematura è avvenuta prendendo in considerazione in primis i contribuenti che sono risultati beneficiari di ingenti accrediti e che hanno omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi o dell’Iva o che le hanno fornite in misura solo parziale. Al fine di ultimare la sperimentazione del sistema, sotto l’occhio vigile dell’Agenzia saranno ora sottoposte le società che hanno presentato la dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2016.

Difficilmente si possono affermare con certezza quelli che saranno gli esiti dell’introduzione della cd. Superanagrafe ma, certamente, si tratta di uno strumento in grado di esercitare un potere deterrente nei confronti di coloro che pongono in essere condotte evasive e, allo stesso tempo, idoneo a promuovere l’adempimento spontaneo dei contribuenti con posizione non regolare.

[1] Sul punto: S. Gallo, “Nel 2018 oltre 16 miliardi dalla lotta all’evasione”, reperibile su: https://www.eutekne.it

[2] Parere sullo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate recante “Comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei contribuenti che non hanno dichiarato, in tutto o in parte, le attività finanziarie detenute all’estero nel 2016, come previsto dalla disciplina sul monitoraggio fiscale, nonché gli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attività estere” – 4 aprile 2019 [9106360], reperibile su : https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9106360

[3] Cfr. M. Mobili, G. Parente, “Fisco, controlli selettivi sui conti delle persone fisiche”, in Il Sole 24 ORE

[4] Resta fermo l’obbligo per l’Agenzia di informare i contribuenti nei cui confronti si intende intraprendere l’accertamento al fine di permettere agli stessi di regolarizzare la propria posizione.

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