PATENT BOX: l’utilità della contabilità analitica

05 agosto 2019

Il provvedimento 68845/2019 emanato il 30 luglio 2019 dall’Agenzia delle Entrate attuativo dell’articolo 4 del decreto crescita (D.lgs.34/2019) ha regolamentato in modo definitivo il Patent Box senza ruling, ossia la modalità di determinazione in modo autonomo del reddito attribuibile all’intangibile oggetto di agevolazione senza contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate, procedura prevista obbligatoriamente in caso di utilizzo diretto del bene immateriale.

Aldilà degli aspetti fiscali che saranno oggetto di specifici approfondimenti, quello che ci interessa sottolineare è un aspetto particolarmente evidente nel caso si scelga di utilizzare il metodo RPSM (“Residual Profit Split Method”, metodo transazionale di ripartizione degli utili) per la determinazione del reddito attribuibile all’intangibile oggetto di agevolazione. Si ricorda che l’RPSM è uno dei due metodi di determinazione dei prezzi di trasferimento previsti dalle predette “Linee guida OCSE”, declinati all’articolo 4 del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 14 maggio 2018.

Il metodo RPSM, come indicato nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, prevede innanzitutto un processo di segregazione del conto economico della Società che intende avvalersi della disciplina del Patent Box. Tale rappresentazione viene fornita attraverso la predisposizione di prospetti di conto economico, segregati per funzioni aziendali, che diano evidenza delle relative basi di costo o di ricavo, ai fini del successivo calcolo della remunerazione delle attività routinarie (tipicamente produzione e/o distribuzione). Ciò significa partire dal conto economico della società come da ultimo bilancio approvato, riclassificarlo in modo da evidenziare la marginalità della Società (EBIT) e poi suddividerlo – nella maggior parte dei casi – in costi e ricavi relativi alla funzione di produzione e/o costi e ricavi relativi alla funzione di distribuzione e/o costi e ricavi relativi all’intangibile oggetto di agevolazione (in modo residuale, come previsto appunto dalla metodologia).

Tali prospetti, completi delle formule di calcolo utilizzate per l’individuazione dei dati, devono permettere innanzitutto di distinguere i costi diretti dai costi indiretti riconducibili alle diverse funzioni routinarie delle Società evidenziate. Inoltre, devono permettere di dar evidenza delle chiavi di allocazione dei costi indiretti impiegate nella suddivisione degli stessi tra le funzioni, della riconciliazione di tali dati con i conti del bilancio di verifica e le corrispondenti voci del bilancio di esercizio.

In caso di utilizzo della contabilità analitica, il contribuente deve dare evidenza dei criteri di individuazione dei conti gestionali rilevanti ai fini della predisposizione dei conti economici segregati, riconciliando gli stessi con i conti della contabilità generale.

Sulla base di quanto sopra, emerge come una società dotata di un sistema di contabilità analitica può, oltre ad avere il beneficio di poter contare su un sistema più efficace di controllo dei propri risultati gestionali, incontrare minori difficoltà nella predisposizione dei conti economici segregati previsti dal metodo RPSM all’interno della disciplina del Patent Box, rispetto ad una Società che disponga solo della contabilità generale. Considerando poi che l’opzione per la determinazione diretta del reddito agevolabile ha durata annuale ed è rinnovabile, la metodologia di rappresentazione del conto economico segregato individuata il primo anno di applicazione potrebbe essere replicata rapidamente negli anni successivi, in costanza di presupposti. La contabilità analitica pertanto è destinata a diventare sempre più uno strumento di estrema utilità per le PMI, sia in ottica fiscale (leggasi Patent Box) che in ottica di crisi d’impresa (leggasi adeguatezza e funzionamento del sistema amministrativo-contabile).

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