ICO E CRIPTO – ATTIVITA’

11 ottobre 2019

 

ICO (initial coin offering) sono finalizzate al reperimento di risorse per finanziare progetti o attività innovative, nella maggior parte dei casi si tratta di start-up innovative che hanno svolto un’attività progettuale valida e attraente per gli investitori.

Le ICO, pur avendo delle similitudini con le IPO, si distinguono da quest’ultime per la presenza dei seguenti fattori:

  • L’utilizzo della tecnologia blockchain, in cui il registro è strutturato come una catena di blocchi contenenti le transazioni e la cui validazione è affidata a un meccanismo di consenso, distribuito su tutti i nodi della rete;
  • L’emissione di token (i.e. cripto-attività), il cui pagamento avviene con monete virtuali (tra le quali i bitcoin);
  • Pubblicità e promozione tramite world wide web;
  • Pubblicazione di un “white paper” dove vengono riportate le principali caratteristiche dell’operazione e dell’oggetto dell’offerta.

Ovviamente i sottoscrittori di token si aspetteranno un ritorno economico dal loro investimento iniziale. In particolare, essi potranno ottenere proventi in via diretta, parametrando i rendimenti all’andamento dei ricavi o dei volumi di beni e servizi venduti o ai profitti dell’iniziativa imprenditoriale; oppure in via indiretta, ossia collegati alla potenziale crescita di valore dei token negoziati.

Gli operatori che possono offrire piattaforme per le cripto-attività sono i gestori di portali per la raccolta di capitali di rischio autorizzati ai sensi dell’articolo 50-quinquies del decreto legislativo numero 58 del 1998 (TUF) e la cui attività è disciplinata dal Regolamento Crowdfunding (regolamento Consob n. 18592 del 2013).

Infatti le piattaforme che offrono crowdfunding possono gestire operazioni di cripto-attività solo previa comunicazione alla Consob e purché le due attività vengano gestite in modo separato. Nel caso in cui soggetti esterni volessero svolgere queste attività, sono obbligati ad avere i medesimi requisiti richiesti per gestire i portali di crowdfunding, sotto la vigilanza da parte della Consob.

Le piattaforme di scambio di cripto-attività possono essere organizzate in 3 diversi modi:

  1. “Platform with order book”: piattaforme organizzate con un vero e proprio book di negoziazione;
  2. “Direct trading”: consentono una negoziazione diretta tra le parti;
  3. “Dealer type model”: i traders negoziano in via esclusiva con il relativo gestore

Per poter partecipare alla negoziazione gli investitori trasferiscono i propri Crypto-asset alla piattaforma “exchange” che registra sui propri sistemi il trasferimento di token conseguente alla negoziazione.

L’incentivo per le PMI deriva dal nuovo regolamento UE sui prospetti sui titoli, n. 2017/1129, il quale è entrato in vigore il 21 luglio 2019. I vantaggi, nel dettaglio, risultano i seguenti:

  • È stata eliminata la necessità di redigere un prospetto per tutte le raccolte di capitale o per i progetti di crowdfunding inferiore a 1 milione di euro, aggiungendo la facoltà ai paesi membri di aumentare questa soglia fino a 8 milioni di euro;
  • È stata stabilita una forma standardizzata e semplificata, il cosiddetto “prospetto della crescita UE” per le PMI, intese come società con un numero di dipendenti inferiore a 250, un totale attivo inferiore a 43 milioni di euro e un fatturato annuale inferiore ai 50 milioni di euro.

L’ultimo prospetto in questione può quindi essere usato anche per le emissioni di token, per le imprese che non rientrano nella soglia dell’esenzione.

 

Dott. Marco Sebastiano

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