Frode sportiva e modello 231

11 marzo 2019

I reati di frode sportiva ed esercizio abusivo dell’attività di giuoco e scommessa: nuove prospettive di riforma del D.lgs. 231/2001?

La compliance e il concetto di responsability della persona giuridica stanno assumendo sempre più importanza, come del resto dimostrano i diversi interventi normativi entrati in vigore tra il 2017 e l’inizio del 2019 che hanno determinato l’ampliamento del catalogo dei reati presupposto rilevanti ai sensi del D.lgs. 231/2001. A conferma di tale tendenza si illustrano i potenziali nuovi reati che entrerebbero a far parte del catalogo 231 e che lasciano trasparire una voluntas legis dedita all’ implementazione di un sistema preventivo sempre più crescente nei confronti dell’Ente.

Da ultimo, il Disegno di Legge n. 773/2018, presentato lo scorso 10 Agosto ed avente ad oggetto la ratifica e l’esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulle manipolazioni di competizioni sportive del 18 settembre 2014 che è stato approvato dal Senato ed assegnato lo scorso 5 marzo alla Camera per l’esame alle commissioni parlamentari in sede referente.

L’art. 5 del Disegno di Legge, rubricato “Reati in materia di frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d’azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati” prevede, infatti, l’inserimento nel D.Lgs. n. 231/2001 dell’art. 25 – quaterdecies (Frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d’azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati) dal seguente tenore letterale:

In relazione alla commissione dei reati di cui agli articoli 1 e 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, si applicano all’ente le seguenti sanzioni pecuniarie:

  1. a) per i delitti, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;
  2. b) per le contravvenzioni, la sanzione pecuniaria fino a duecentosessanta quote.

Nei casi di condanna per uno dei delitti indicati nel comma 1, lettera a), del presente articolo, si applicano le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a un anno”.

Nello specifico, il delitto di frode sportiva, individuato dall’art. 1 della Legge n. 401/1989 punisce “chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo” nonché “il partecipante alla competizione che accetta il denaro o altra utilità o vantaggio, o ne accoglie la promessa”.

D’altra parte, l’art. 4 della medesima legge, rubricato “esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa”, prevede plurime fattispecie di delitti e contravvenzioni, tra le quali si ricordano, ai sensi del primo comma, l’organizzazione, l’esercizio e la raccolta a distanza, senza la prescritta concessione, di qualsiasi gioco istituito o   disciplinato dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Le medesime condotte sono punite, inoltre, quando, nonostante la prescritta concessione, vengano utilizzate modalità e tecniche diverse da quelle previste dalla legge.

E’evidente che, in caso di approvazione del testo da parte della Camera, le società e gli enti che sono maggiormente interessate dalle categorie di reati e che sono già dotate di un Modello 231 dovranno, quindi, aggiornare il proprio risk assessment e disciplinare procedure organizzative al fine di intensificare l’idoneità dell’attuale Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo.

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