Crisi d’impresa

27 marzo 2019

Crisi d’impresa. Obbligo assetto organizzativo immediatamente operativo.

Le novità previste dal Codice della crisi e dell’insolvenza entreranno in vigore dopo la metà di Agosto 2020, ma non deve passare inosservato che alcune ed importanti novità entreranno in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, Sabato 16 Marzo.

A nostro avviso la più importante, che si lega all’obiettivo di una rilevazione tempestiva della crisi, è sicuramente l’obbligo imposto dall’articolo 375 del Codice della crisi che modifica l’art. 2086 del Codice Civile.

Conseguenza diretta è una maggiore responsabilizzazione dell’organo di gestione (si ribadisce che la gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori con obbligo di compiere tutte le operazioni necessarie per il compimento dell’oggetto sociale), infatti si impone all’imprenditore, che opera in forma societaria o collettiva, di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale.

L’articolo 377 del Codice della Crisi ribadisce questo principio nei singoli tipi societari, con la modifica dei seguenti articoli del Codice Civile:

  • l’articolo 2257, in tema di società di persone;
  • gli articoli 2380-bis e 2409-novies, in tema di società azionarie;
  • l’articolo 2475, in tema di società a responsabilità limitata.

Il fine ultimo è quello di introdurre in ciascuno di essi la norma secondo la quale la gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale.

Come procedere?

Inizialmente bisogna individuare funzioni interne necessarie alla produzione dei beni e servizi che si intendono porre sul mercato, facendo in modo che la struttura sia efficiente e che garantisca un adeguato flusso informativo tra le varie aree per un monitoraggio continuativo.

Successivamente bisogna dotarsi di un assetto contabile e amministrativo capace di effettuare un puntuale controllo sulla gestione mediante una corretta pianificazione aziendale ed una costante analisi degli scostamenti.

Infine sarà responsabilità dell’Organo di Controllo verificare l’attività degli amministratori in materia di implementazione e valutazione degli assetti organizzativi e a segnalare gli indizi di crisi eventualmente emersi nella sua attività di controllo. Oggi, secondo le ultime stime, la domanda di nuove professionalità si aggira intorno a 140mila unità, che interesserà prevalentemente i circa 118mila commercialisti iscritti all’Albo. I compiti ai quali saranno chiamati i professionisti all’interno delle aziende saranno totalmente ridisegnati, infatti in passato il sindaco e revisore erano relegati a una funzione di controllo della governance, con poteri di intervento limitati. Da ora in poi, invece, bisognerà guardare all’attività di business plan, saper analizzare i dati di mercato, conoscere le banche dati, elaborare statistiche settoriali, iniziare a fare i benchmark con il mercato e i vari competitor. Possiamo affermare che sicuramente ci sarà una partecipazione profonda alla gestione aziendale.

Anche se le tempistiche sembrano ampie, non bisogna farsi trovare impreparati ad una rivoluzione che dopo ferragosto 2020 non lascerà possibilità di errore viste le obbligatorie segnalazioni che Inps, Agenzie delle Entrate e istituti bancari saranno tenute ad effettuare.

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