Quando conviene la Rivalutazione dei beni d’Impresa

05 febbraio 2019

QUANDO CONVIENE LA RIVALUTAZIONE DEI BENI D’IMPRESA

La legge di Bilancio 2019 (art. 1, commi da 940 a 947, legge n. 145/2018) ha reintrodotto la possibilità, per i soggetti che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio, di rivalutare i beni d’impresa (con alcune esclusioni) e le partecipazioni in società controllate e collegate.

Ambito soggettivo

Sono ammesse alla rivalutazione le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice ed equiparate, le imprese individuali, le società di persone in contabilità semplificata, gli enti non commerciali e le società ed enti non residenti con stabile organizzazione in Italia.

Ambito oggettivo e tempistiche

Possono formare oggetto di rivalutazione i beni d’impresa (diversi da quelli destinati alla produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa), nonché le partecipazioni in società controllate e collegate contabilizzate tra le immobilizzazioni.

Stante la natura facoltativa della rivalutazione, i soggetti interessati possono scegliere di operarla solo per alcuni dei beni rientranti nel perimetro applicativo della norma. Tuttavia, ove si opti per la rivalutazione, questa deve riguardare obbligatoriamente tutti i beni appartenenti  alla medesima categoria.

La disciplina è applicabile alle:

  1. immobilizzazioni materiali ammortizzabili e non ammortizzabili,
  2. immobilizzazioni immateriali costituite da beni consistenti in diritti giuridicamente tutelati ed
  3. partecipazioni immobilizzate in società controllate o collegate (ai sensi dell’articolo 2359 c.c.).

Imposta sostitutiva ed effetti fiscali

La disposizione prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP pari alle seguenti percentuali:

  • 16% per i beni ammortizzabili;
  • 12% per i beni non ammortizzabili;

applicata sui maggiori valori attribuiti ai beni.

Il versamento deve essere effettuato entro il termine previsto per il saldo delle imposte relativo al periodo d’imposta nel quale è eseguita la rivalutazione. I valori dei beni rivalutati si considerano fiscalmente riconosciuti a partire dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in cui la rivalutazione è stata eseguita, ad esempio se la rivalutazione è perfezionata per l’esercizio 31 dicembre 2018 i maggiori valori iscritti sono riconosciuti dall’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 (per i beni immobili, a partire dall’esercizio 2020).

Modalità di rivalutazione

Per quanto concerne le modalità di effettuazione della rivalutazione, la rivalutazione potrebbe avvenire secondo una delle seguenti modalità:

1) rivalutazione del costo storico e del fondo di ammortamento: si mantiene inalterata l’originaria durata del processo di ammortamento (Metodo 1);

2) rivalutazione del solo costo storico: si determina un allungamento del processo di ammortamento, se viene mantenuto inalterato il precedente coefficiente, ovvero un incremento del coefficiente se si intende lasciare inalterata la durata del periodo di vita utile del bene (Metodo 2);

3) riduzione del fondo di ammortamento: tale metodo comporta lo stanziamento di ammortamenti su un costo analogo a quello originario (Metodo 3). Modalità di rivalutazione Per quanto concerne le modalità di effettuazione della rivalutazione, valgono le disposizioni contenute nell’art. 11, legge n. 342/2000 e nel D.M. n. 162/2001, richiamati dall’art. 1, comma 946, legge n. 145/2018.

Affrancamento del saldo attivo

In linea con le precedenti disposizioni, la legge di Bilancio 2019 consente di affrancare il saldo attivo iscritto in bilancio in contropartita della rivalutazione (saldo imputato al capitale o accantonato in una speciale riserva), mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP con aliquota del 10% da versare secondo le medesime modalità previste per l’imposta relativa alla rivalutazione.

Una volta affrancato, il saldo di rivalutazione è liberamente distribuibile ai soci, senza che ciò comporti un’ulteriore tassazione in capo alla società nel cui bilancio la riserva da rivalutazione risultava iscritta.

Conclusioni

Come avvenuto in passato, le imprese interessate sono chiamate ad effettuare una valutazione dei costi/benefici offerti dalla possibilità di procedere con la rivalutazione, considerandone l’eventuale attrattività anche in base al fatto che l’imposta sostitutiva è dovuta in un’unica soluzione e il diritto di ammortamento fiscale dei valori rivalutati decorrerà in generale solo dall’esercizio 2021.

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