Contabilizzazione della plusvalenza nell’ambito dell’operazione di “sale and lease back”

21 novembre 2018

Contabilizzazione della plusvalenza nell’ambito dell’operazione di sale and lease-back

L’operazione di sale and lease-back consiste nella vendita di un bene ad una società di leasing e nella contestuale sottoscrizione di un contratto di leasing avente ad oggetto il medesimo bene.

Si tratta quindi di una particolare forma di finanziamento utilizzata dalle aziende ma con la possibilità, al termine del contratto di locazione, di tornare ad essere proprietari del bene ceduto.

Obiettivo di questa breve trattazione è quello di definire come contabilizzare la plusvalenza generata dalla vendita del bene alla società di leasing (differenza tra prezzo di cessione e valore netto contabile del bene).

La tematica in oggetto si inquadra nell’ambito del documento OIC n. 11 “Bilancio di esercizio – finalità e postulati” dove, tra gli altri, si afferma il postulato della “prevalenza della sostanza sulla forma”; inoltre si inquadra, in modo specifico, nel principio contabile internazionale IAS 17 che considera le due operazioni di vendita e di stipulazione di un contratto di leasing  un’operazione unitaria nella quale non si realizza un reale passaggio nella detenzione del bene, che resta in capo al cedente, il quale continua nell’utilizzo del medesimo in forza di un susseguente contratto di locazione finanziaria.

La conseguenza di quanto sopradetto è che la plusvalenza deve essere ripartita lungo la durata del contratto attraverso la rilevazione di un risconto passivo per la quota della stessa di competenza degli esercizi successivi a quello in cui la stessa è realizzata.

Tale impostazione è stata recepita dalla legge italiana; l’articolo 2425-bis del codice civile dispone infatti che “le plusvalenze derivanti da operazioni di compravendita con locazione finanziaria al venditore sono ripartite in funzione della durata del contratto di locazione”.

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