Nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

22 gennaio 2019

 

NUOVO CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA

Il Consiglio dei Ministri del 10 gennaio 2019 ha approvato, in via definitiva, il decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in attuazione della legge delega (legge n. 155/2017).

Obiettivo principale della riforma

L’obiettivo principale della riforma è quello di consentire alle imprese in difficoltà finanziaria di ristrutturarsi in una fase precoce, per evitare l’insolvenza e proseguire l’attività.

Sono state stabilite delle misure premiali per l’imprenditore che presenta istanza tempestiva di accesso alla composizione della crisi e che ne ha seguito in buona fede le indicazioni, ovvero ha proposto tempestivamente domanda di accesso a una delle procedure regolatrici della crisi. I benefici riconosciuti, cumulabili tra loro, sono in particolare:

riduzione alla misura legale degli interessi che maturano sui debiti tributari dell’impresa durante la procedura di composizione assistita della crisi e sino alla sua conclusione;

riduzione delle sanzioni tributarie e degli interessi sui debiti tributari

proroga del termine fissato dal giudice per il deposito della proposta di concordato preventivo o dell’accordo di ristrutturazione dei debiti

l’inammissibilità alla proposta di concordato preventivo in continuità aziendale concorrente con quella da lui presentata, se il professionista incaricato attesta che la proposta del debitore assicura il soddisfacimento dei creditori chirografari in misura non inferiore al 20% dell’ammontare complessivo dei crediti.

Organo di controllo per le S.r.l.

Con riferimento all’organo di controllo delle società a responsabilità limitata s.r.l. si presentano diverse novità. La legge abbassa le soglie previste per la nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore delle Srl, e di conseguenza amplia i soggetti che potranno ricoprire tale incarico.

In particolare:

  • il limite relativo al totale dell’attivo dello stato patrimoniale viene diminuito da 4,4 milioni di euro a 2 milioni di euro;
  • il limite relativo ai ricavi delle vendite e delle prestazioni viene diminuito da 8,8 milioni di euro a 2 milioni di euro;
  • il limite relativo ai dipendenti occupati in media durante l’esercizio viene portato da 50 a 10 unità.

La legge interviene ancora sull’obbligo di nomina dell’organo di controllo o anche del revisore prevedendo che sarà sufficiente superare almeno uno dei limiti dimensionali sopra citati (ricordiamo che l’attuale formulazione richiede il superamento di due limiti su tre) e stabilendo inoltre che l’obbligo verrà meno nel caso in cui per tre esercizi consecutivi non vengono superati nessuno dei sopra indicati nuovi limiti.

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